ITINERARI E ISPIRAZIONI

Cosa fare a Roma in 36 Ore

Tutte le sfaccettature di Roma in un itinerario

C’è un proverbio che, come tutti i detti nati dalla saggezza popolare e dalla semplicità tramandata dei bisnonni, riesce a riassumere la verità in una sola frase: Roma non è stata costruita in un giorno!
Per capire Roma però non è necessario uscire dalla metafora e dalla poesia, basta abbandonarcisi e respirare un’aria di primavera quasi perenne, carica di storia e reminiscenze antiche, rinascimentali, barocche, cinematografiche che ogni suo angolo sembra suggerire.

Roma è sorniona e seduttrice, capace di generare in ciascuno di noi ricordi, sensazioni o aspettative (per chi ha la fortuna di vederla per la prima volta) sempre diverse, con un minimo comune denominatore certo: la sua bellezza immortale e senza tempo.
Non sarà quindi facile cercare di raccontarvela riassumendo le cose più belle da fare e da vedere a Roma in sole 36 ore: Roma è fatta per perdersi nella sua complessità, nella sua grazia e nelle sue contraddizioni, ma con scarpe comode e un itinerario alla mano.

Il primo appuntamento con la città eterna non può che essere quello con la sua storia: iniziamo con una passeggiata nella Roma Antica lungo Via dei Fori Imperiali che con il Colosseo, il vicino Arco di Costantino e il Foro Romano rappresenta il complesso archeologico più importante al mondo.
Via dei Fori Imperiali va esplorata a piedi, lentamente, per godersi ogni prospettiva e ogni dettaglio: i momenti migliori per farlo sono la mattina e il tramonto, quando la luce indugia sulle tracce di un passato di gloria e potenza ancora tangibili e sembra riportarli in vita.

Raggiungeremo quindi Piazza Venezia, dove troneggia maestoso l’Altare della Patria , il monumento nazionale dedicato al primo re d’Italia, Vittorio Emanuele II: salendo sulla terrazza panoramica si può godere di una vista mozzafiato della città in cui tutto è storia e tutto è eterno, mentre la fiamma perennemente accesa custodisce la memoria dei caduti della Prima Guerra Mondiale.

Da qui è facile spostarsi verso un altro dei tanti simboli di Roma, la Fontana di Trevi , gioiello barocco scolpito in travertino che ci sorprende all’improvviso sbucando da un dedalo di vie strette, motorini , chioschi di gelati e di libri usati. Ma è la scena della Dolce Vita di Fellini, con il famoso bagno della Ekberg e Mastroianni, ciò che l’ha resa celebre nel mondo; che la commistione di sacro e profano sia un altro degli elementi distintivi della capitale lo capiamo meglio arrivando in pochi minuti a piazza del Pantheon, attraverso un trionfo di torrefazioni, souvenir e religione.

Ci concediamo un caffè, rigorosamente con panna, prima di affacciarci a quella che è a tutti gli effetti la più bella piazza barocca di Roma, piazza Navona, allungata tra il fiume e le strette vie acciottolate del centro, celebre per le sfide tra gli architetti Bernini e Borromini, in perenne competizione tra di loro e che a suon di fontane e facciate spettacolari l’hanno resa bellissima.

Prima di proseguire ci concediamo una pausa pranzo veloce nelle numerose trattorie di zona, c’è davvero l’imbarazzo della scelta tra la famosa pizza romana (che qui è croccante e sottile e carica di alici e fiori di zucca) seduti ai tavolini all’aperto di Campo dei Fiori, o tra i forni e le prelibatezze kosher del ghetto ebraico. Ancora una volta il vociare degli ambulanti e la maestosità imperiale delle colonne del Teatro di Marcello si mescolano e convivono senza creare conflitto, ma anzi rafforzando ciò che meglio definisce lo spirito di Roma: una continuità storica e sociale, una sovrapposizione pacifica di epoche, stili, profumi, colori.

Da qui scendiamo lungo quella che è la via commerciale di Roma, Via del Corso, deviamo tra i negozi di lusso di Via Condotti fino a Piazza di Spagna per salire una tra le più celebri scalinate al mondo, Trinità dei Monti: 136 gradini che ci conducono al parco di Villa Borghese , una delle esperienze romane tra le più indimenticabili, passeggiando tra gli eleganti viali alberati e circondati di statue fino alla terrazza del Pincio, da cui si può godere di una vista spettacolare sulla città e sulla chiassosa e allegra Piazza del Popolo.

Il pomeriggio prosegue al di là del fiume, nel caratteristico quartiere di Trastevere: qui l’unica regola da seguire è perdersi, tra facciate di palazzi color ocra, trattorie dal sapore antico, chioschi di grattachecche colorate (è la granatina tipica di Roma, quasi un monumento cittadino con i suoi sciroppi annegati nel ghiaccio e il soprannome irriverente), cinema d’essai, strade in salita, artisti di strada e scorci da cartolina. Tappa obbligata di questa piccola gemma nel cuore della città, quasi una Montmartre capitolina, è sicuramente la Terrazza del Gianicolo, da non perdere all’ora del tramonto per godersi lo spettacolo del sole che sparisce dietro l’orizzonte della città più bella del mondo.

Terminiamo la giornata cenando in uno dei tantissimi ristorantini tipici del quartiere, disseminato di invitanti tavolini all’aperto in cui ci si siede in ogni periodo dell’anno: il clima romano è generoso, cosi come le porzioni di carbonara e gricia con il loro guanciale dop croccante, i carciofi, i supplì, i fiori di zucca, le carni al coltello e il vino frizzante dei castelli.

Il giorno dopo ci restano ancora un pò di ore, che dedicheremo all’esplorazione di quella che è a tutti gli effetti una città nella città: eccoci tra le meraviglie del Vaticano, dove non è difficile sentirsi piccoli e spaesati davanti alla maestosità dei capolavori di Michelangelo intrisi di misticismo, come la Cupola (meglio conosciuta come Er Cupolone stando a un altro famoso mentore romano, Antonello Venditti), la Pietà e la Cappella Sistina.

Entriamo ai Musei Vaticani, uno dei complessi museali più incredibili al mondo, godendoci la poesia del Giudizio Universale e, una volta usciti, ci fermiamo ancora un’ultima volta al centro della piazza ad ammirare il maestoso colonnato circolare e i suoi giochi di prospettive firmati dall’immancabile Bernini: la sensazione è davvero quella di stare in mezzo a un simbolico abbraccio ecumenico, al centro del mondo, in caput mundi.

Roma non fu costruita in un giorno, è vero, eppure in poco più di un giorno già si rivela in quella che è la sua essenza e la sua natura genuina, antica, immortale, seducente.
I cofanetti Boscolo Gift possono diventare uno strumento per avvicinarci alle sfaccettature storiche, artistiche e umane della città, così difficili da sintetizzare a parole e per farcele scoprire pian piano, senza però svelarne il mistero, che resta e resterà per sempre la sua Grande Bellezza, immortale davanti al tempo e all’eternità.

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