Esperienze uniche

Ricerca e raccolta del tartufo: come e dove trovare i tartufi in Italia

Esperienze uniche

La ricerca e raccolta del tartufo in Italia è un’attività perfetta per appassionati di funghi e per chi ama trascorrere qualche ora nel silenzio della natura. Il tartufo è appunto un fungo che cresce sottoterra, vicino alle radici di alcuni alberi come querce, lecci, carpini e noccioli.
Esistono diverse varietà di tartufo, tra cui il tartufo bianco pregiato (Tuber magnatum Pico), il tartufo nero pregiato (Tuber melanosporum Vittad.) e altre varietà meno note ma comunque apprezzate.

Quando e dove trovare i tartufi

Dove trovare i tartufi? In Italia i tartufi si possono trovare in molte regioni e – a seconda del clima e del terreno di questi territori – ogni regione regala la propria varietà di tartufi. Le zone dello stivale più conosciute per i tartufi sono:

  • Piemonte: famoso per il tartufo bianco d’Alba, una delle varietà più pregiate e ricercate.
  • Umbria: conosciuta soprattutto per il tartufo nero di Norcia e Spoleto.
  • Toscana: altra regione dispensatrice di tartufo bianco – specialmente nelle zone di San Miniato – e di tartufo nero.
  • Emilia-Romagna: dove di possono trovare sia il tartufo bianco che il nero.
  • Marche e Abruzzo: zone note per il tartufo nero.

Come per ogni fungo, anche per i tartufi esiste una stagione di raccolta che varia in base alla specie:

  • il tartufo bianco pregiato si raccoglie dal 15 settembre al 31 gennaio
  • il tartufo uncinato a partire dal 1° ottobre al 31 gennaio
  • il tartufo nero pregiato può essere raccolto dal 15 novembre al 15 marzo
  • il tartufo bianchetto dal 15 gennaio al 15 aprile
  • il tartufo estivo o scorzone si raccoglie dal 1° maggio al 31 agosto

Le piante da tartufo

Se ti stai chiedendo come trovare i tartufi, come dicevamo, esistono diverse specie di piante che possono indicare la presenza di tartufi e che vengono definite “piante da tartufo”.
Le piante da tartufo sono appunto quelle sotto le cui radici nascono i tartufi perché stabiliscono una relazione simbiotica essenziale per entrambi gli organismi. Questa simbiosi è nota come micorriza e permette uno scambio di sostanze nutritive tra fungo e pianta

Sono diverse le specie di piante associate alla crescita dei tartufi e la presenza di specifiche varietà di alberi può indicare la potenziale presenza di tartufi nel sottosuolo. Anzi: in base alla pianta è possibile indovinare che tipologia di tartufo può nascondersi tra le sue radici.

Piante associate al Tartufo Bianco

  • Querce inclusi roverella e cerro
  • Pioppi, in particolare il pioppo bianco
  • Tigli
  • Salici

Piante associate al Tartufo Nero Pregiato 

  • Querce, soprattutto la quercia da sughero, la quercia rossa e la roverella
  • Noccioli, molto apprezzati per la coltivazione controllata di tartufi
  • Carpini, come il carpino bianco.

Altre piante associate a vari tipi di tartufi

  • Larici, associati ad alcuni tipi di tartufo nelle zone alpine
  • Cipressi, in particolare per alcuni tipi di tartufo estivo e autunnale
  • Pini, associati a varietà di tartufi meno pregiati

La presenza di queste piante in un ambiente naturale, insieme a condizioni di suolo, clima e umidità adatte, può indicare potenziali siti di raccolta per i cercatori di tartufi. Tuttavia, la presenza di queste piante non garantisce automaticamente che vi siano tartufi, poiché la loro crescita è influenzata da diversi fattori ambientali.

I tartufi possono anche essere coltivati attraverso le tecniche moderne che prevedono l’utilizzo di piante micorrizate in modo controllato, ossia piantine già inoculate con le spore del tartufo, per favorire lo sviluppo del fungo. Questo metodo permette di avviare tartufaie coltivate, ridurre i tempi di attesa per la produzione dei tartufi e aumentando le probabilità di successo.

Come trovare i tartufi

La ricerca dei tartufi richiede pazienza, esperienza e spesso l’ausilio di un cane addestrato – o di un maiale –, capace di fiutare i tartufi seppelliti senza danneggiarli. Chi desidera trovare tartufi ha bisogno di:

  • Addestrare il cane.
    I cani da tartufo vengono addestrati fin da giovani a riconoscere l’odore del tartufo. L’addestramento del cane semplifica notevolmente la ricerca visto che, grazie all’animale, si riescono a localizzare con precisione i tartufi senza danneggiare l’ambiente circostante.
  • Conoscere il territorio.
    Sapere dove è più probabile trovare tartufi è molto importante: serve saper riconoscere i tipi di alberi sotto cui crescono i tartufi e avere familiarità con le condizioni di terreno e clima preferite dai diversi tipi di tartufo.
  • Riconoscere il momento giusto.
    La stagione di raccolta cambia a seconda della varietà di tartufo. Per esempio, il tartufo bianco si raccoglie principalmente tra ottobre e dicembre, mentre il tartufo nero pregiato ha due stagioni, una in inverno e una in estate.
  • Conoscere le tecniche di ricerca.
    Quando il cane segnala la presenza di un tartufo, il cercatore deve saper usare una piccola vanga per scavare con attenzione, evitando di danneggiare il tartufo. È importante anche ripristinare il sito di scavo per non disturbare l’ecosistema sotterraneo.

Inoltre è importante sapere che non tutti possono andare a tartufi: la raccolta del tartufo è regolamentata in Italia con normative che variano da regione a regione per proteggere il loro prezioso e delicato ecosistema. È necessario ottenere le opportune licenze per la raccolta e rispettare le leggi locali, che possono includere restrizioni sui luoghi e sui periodi di raccolta.

Cosa sono le tartufaie

Le tartufaie sono aree del sottobosco o terreni appositamente preparati e gestiti per la crescita e la raccolta dei tartufi. Esistono due tipi principali di tartufaie: naturali e coltivate.

Tartufaie naturali

Le tartufaie naturali sono aree dove i tartufi crescono spontaneamente grazie a un insieme di condizioni favorevoli. Queste aree non sono create dall’uomo, ma possono essere identificate e protette da cercatori di tartufi e conservazionisti per garantire la sostenibilità della raccolta. Le tartufaie naturali sono spesso trovate in boschi di querce, noccioli, carpini e altri alberi compatibili con la crescita dei tartufi.

Tartufaie coltivate

Le tartufaie coltivate, invece, sono il risultato di un processo di inoculazione deliberato, in cui le radici di piantine selezionate (come querce o noccioli) vengono micorrizate con spore di tartufo. Queste piantine vengono poi trapiantate e curate in terreni preparati, per creare un ambiente ideale alla crescita dei tartufi. Con le tartufaie coltivate è possibile produrre tartufi in aree dove non crescono naturalmente o di aumentarne la produzione in aree già note per la presenza di tartufi.

Produzione e raccolta

Le tartufaie coltivate iniziano a produrre tartufi alcuni anni dopo l’inoculazione delle piantine e la produzione può variare molto in base a fattori come il tipo di tartufo, le condizioni del terreno, il clima e la gestione della tartufaia. La raccolta dei tartufi da tartufaie coltivate segue lo stesso processo delle tartufaie naturali, spesso con l’ausilio di cani addestrati a fiutare i tartufi maturi senza danneggiarli.

Le tartufaie rappresentano un interessante equilibrio tra la conservazione della natura e l’intervento umano: sono la soluzione per produrre in modo sostenibile uno dei prodotti gastronomici più pregiati e ricercati al mondo.

A caccia di tartufi con Boscolo

Alba, incastonata nel cuore delle Langhe piemontesi, è da sempre celebre per i suoi vini e per il tartufo bianco, uno dei prodotti più esclusivi e ricercati della gastronomia mondiale. È qui che ti invitiamo a partecipare a un’esperienza unica e indimenticabile: una caccia al tartufo guidata da un esperto del territorio e dal suo inseparabile cane, addestrato a scovare queste delizie nascoste sotto la terra.

La tua avventura inizierà precisamente a Serralunga d’Alba, alla Foresteria delle Vigne. Questo elegante hotel un tempo era un vivaio che fu costruito tra il 1864 e il 1865: il terreno su cui sorge era dedicato alla coltivazione delle piante madri per le barbatelle destinate ai vigneti. Oggi è un raffinato rifugio, dove ogni camera porta il nome di un vino prodotto dal celebre Villaggio Narrante di Fontanafredda, orgoglio della tradizione vinicola delle Langhe. La terrazza panoramica, riservata agli ospiti, offre una vista meravigliosa sulle colline circostanti: un paesaggio da fotografare assolutamente, che incanta in ogni stagione.

L’esperto di caccia al tartufo condividerà con te i segreti su dove e come i tartufi crescono e su come trovarli. Insieme esplorerete i boschi e i campi delle Langhe, seguendo il cane che, con il suo infallibile fiuto, vi guiderà alla scoperta dei tartufi: assaporerai un momento di perfetta sintonia con la natura e, poco dopo, il tartufo che avrai trovato proprio tu.

Regala o regalati la caccia al tartufo che abbiamo selezionato per te e scoprirai la cultura e le tradizioni delle Langhe, un territorio ricco di storia e sapori inconfondibili.

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